Alcol e droga alla guida, è prima di tutto un problema di consapevolezza

Alcol e droga alla guida, è prima di tutto un problema di consapevolezza

Ventinove persone sorprese a guidare in stato di ebbrezza sul litorale e gli altri luoghi della movida romana; a Milano cinque patenti ritirate e altre otto sanzioni comminate per abuso di droga e alcol; sul Litorale Domizio, crocevia degli spostamenti estivi della Campania, sono state denunciate 3 persone per guida sotto l’effetto di cannabis o cocaina, e altre due per tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, livello oltre il quale scattano l’arresto da 6 mesi a 1 anno e la sospensione della patente da 1 a 2 anni.

E poi ci sono i casi limite: a Genova un’auto che procedeva a zigzag ha messo in allarme una pattuglia dei carabinieri. Dai controlli è emerso non solo che il conducente aveva un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite consentito, ma che addirittura non aveva mai conseguito la patente e guidava un’auto rubata. A Catania invece i controlli si sono spostati in mare, la Polizia ha individuato due diportisti che pilotavano delle barche sotto l’effetto di alcol e droghe. Anche in questo caso, le patenti nautiche sono state ritirate.

Anche nell’estate che si è appena conclusa, ogni singola operazione di controllo sulle strade si è trasformata in un bollettino di guerra. E il bilancio resta allarmante anche se il nuovo codice della strada – entrato in vigore lo scorso dicembre – ha introdotto sanzioni più severe per chi guida sotto l’effetto di alcol e droga.

I dati 2024: uno scenario preoccupante prima del nuovo Codice

I dati ufficiali dell’ISTAT relativi agli incidenti stradali del 2024 fotografano una situazione che si riferisce sostanzialmente al periodo precedente all’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, permettendo di comprendere il quadro esistente prima dell’inasprimento delle sanzioni.

Il quadro generale evidenzia che l’Italia sia nettamente al di sopra delle medie europee per quanto riguarda la sicurezza stradale. Con 51,4 morti per milione di abitanti nel 2024, il nostro Paese si posiziona al 19° posto nella graduatoria europea per mortalità stradale, significativamente sopra la media dell’Ue (44,8 morti per milione di abitanti). Da un lato, questo gap non può essere attribuito solo ai comportamenti legati ad alcol e droghe; dall’altro le fasce di età che registrano gli aumenti più elevati sono quelle dei giovani (20-24 e 25-29 anni), quindi di soggetti particolarmente esposti all’abuso.

Nel 2024, l’8,2% degli incidenti rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale era correlato all’alcol, mentre il 3,0% era collegato all’uso di stupefacenti. Si tratta di livelli in lieve diminuzione rispetto al 2023, quando erano pari rispettivamente a 8,5% e 3,2%, ma che restano ancora significative se si considera l’impatto devastante di questi comportamenti sulla sicurezza stradale.

Per quanto riguarda le contravvenzioni elevate nel 2024, emerge un quadro complesso. Per la guida in stato di ebbrezza, sono infatti state elevate 36.800 sanzioni, con una diminuzione del 5,8% rispetto al 2023. Per la guida sotto l’effetto di stupefacenti, invece, il bilancio è di 4.449 contravvenzioni, e in questo caso si registra un aumento del 3,2% rispetto all’anno precedente.

Questo dato è particolarmente significativo perché evidenzia come, mentre diminuiscono sensibilmente le sanzioni per alcol, aumentano quelle per droghe. E questo nonostante per l’alcol sia prevista una soglia di tolleranza minima – e chi guida magari potrebbe avere la sensazione di rimanere al di sotto del livello – mentre il consumo di droga venga sempre sanzionato.

Il problema della consapevolezza: informazione come prevenzione

I comportamenti di guida sotto l’effetto di sostanze sono prima di tutto il sintomo di una scarsa consapevolezza dei rischi reali che si corrono e che si fanno correre agli altri. Questa mancanza di consapevolezza si manifesta in diversi aspetti che richiedono un’attenzione particolare.

Cannabis: chiarezza normativa per una maggiore responsabilità

Un esempio emblematico riguarda la depenalizzazione della cannabis. Molti consumatori non sono pienamente consapevoli che, mentre il consumo domestico non costituisce più reato penale, comporta comunque sanzioni amministrative severe, tra cui la revoca della patente in caso di guida.

È fondamentale adottare una comunicazione chiara e diretta: il fatto che una sostanza sia depenalizzata per il consumo privato non significa che sia sicura o legale utilizzarla prima di mettersi alla guida. La presenza di THC nel sangue compromette i riflessi e la capacità di giudizio, indipendentemente dallo status legale della sostanza.

Alcol: la tolleranza sociale che confonde

Nel caso dell’alcol, la situazione è ancora più complessa. Esiste una maggiore tolleranza sociale verso il consumo di bevande alcoliche, che spesso genera confusione sui limiti reali e sui rischi. Frasi come “un bicchiere non fa male” o “so reggere l’alcol” nascondono una pericolosa sottovalutazione degli effetti dell’alcol sui riflessi e sulla capacità di guida.

La tolleranza all’alcol varia significativamente da persona a persona e può essere influenzata da numerosi fattori: peso corporeo, età, sesso, stato di salute, assunzione di farmaci, livello di stress e affaticamento. Quello che per una persona può rappresentare un consumo “moderato”, per un’altra può significare superare i limiti di legge e, soprattutto, compromettere la sicurezza alla guida.

L’abuso come segnale di allarme: quando preoccuparsi

Sia nel caso dell’alcol che delle droghe, è importante riconoscere che l’abuso – anche se occasionale – rappresenta sempre un primo segnale di allarme. Non si tratta solo di rispettare le norme del Codice della Strada, ma di comprendere se dietro questi comportamenti si nascondano problematiche più profonde legate alle dipendenze.

I segnali da non sottovalutare

Ricorrenza: guidare ripetutamente sotto l’effetto di sostanze, anche se in occasioni diverse

Minimizzazione: tendenza a sminuire i rischi o a giustificare il comportamento

Perdita di controllo: difficoltà a limitare il consumo quando si sa di dover guidare

Negazione: rifiuto di riconoscere il problema nonostante le evidenze

Riconoscere questi segnali precocemente può fare la differenza tra un comportamento occasionale e lo sviluppo di una vera e propria dipendenza. Le sostanze che compromettono la capacità di guida sono le stesse che, consumate regolarmente, possono portare a forme di dipendenza fisica e psicologica.

Il ruolo della prevenzione e del trattamento

La Casa di cura San Nicola si pone come punto di riferimento per tutti coloro che riconoscono di avere un problema con alcol o droghe. L’approccio terapeutico non si limita al trattamento della dipendenza, ma include un importante lavoro sulla consapevolezza dei rischi e sulla responsabilità sociale.

Il percorso di recupero include:

Educazione ai rischi: comprensione degli effetti reali delle sostanze sulla guida e sulla sicurezza

Sviluppo di strategie alternative: imparare a gestire le situazioni sociali senza ricorrere a sostanze

Supporto psicologico: affrontare le motivazioni profonde che portano all’abuso

Reinserimento sociale responsabile: tornare alla guida con piena consapevolezza dei propri limiti e responsabilità

Verso una cultura della sicurezza

I dati del 2024, pur mostrando alcuni segnali di miglioramento per quanto riguarda l’alcol, evidenziano che il problema della guida sotto l’effetto di sostanze rimane significativo. L’aumento delle sanzioni per stupefacenti e la persistente posizione dell’Italia sopra le medie europee per mortalità stradale indicano che c’è ancora molto lavoro da fare.

La vera sfida non è solo nell’inasprimento delle sanzioni, ma nella costruzione di una cultura della sicurezza basata sulla consapevolezza, sull’informazione corretta e sul supporto a chi ha bisogno di aiuto. Solo attraverso un approccio integrato che combini prevenzione, educazione e trattamento specialistico sarà possibile ridurre significativamente questi comportamenti pericolosi e salvare vite umane.

La strada verso la sicurezza stradale passa necessariamente attraverso la consapevolezza individuale e il coraggio di chiedere aiuto quando se ne ha bisogno. In questo percorso, strutture specializzate come la Casa di cura San Nicola rappresentano un punto di riferimento essenziale per trasformare la consapevolezza del problema in un’opportunità di cambiamento e crescita personale.

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