Gioco d’azzardo online, il boom nei piccoli comuni
La diffusione del gioco d’azzardo online in Italia dilaga, soprattutto nei centri di minori dimensioni. A confermarlo è la seconda edizione del report “Non così piccoli. La diffusione dell’azzardo online nei piccoli comuni italiani”, curato da Federconsumatori, CGIL e Fondazione Isscon, che analizza i dati relativi al 2024 in 3.142 comuni italiani con popolazione compresa tra 2.000 e 9.999 abitanti.
Il quadro che emerge dall’analisi è allarmante sotto molteplici aspetti. Nel complesso del territorio nazionale, la raccolta del gioco – tra fisico e online – dell’azzardo nel 2024 ha raggiunto i 157,4 miliardi di euro. Per dare un’idea, questa cifra non solo rappresenta circa il 7,2% del PIL italiano, ma supera di gran lunga i 138 miliardi della spesa sanitaria pubblica. Dei 157,4 miliardi giocati, circa 134 sono stati redistribuiti come vincite, mentre 23 miliardi sono andati all’Erario o agli operatori. In particolare il gioco online – che dal 2020 è diventato la modalità principale di accesso all’azzardo nel nostro Paese – ha attratto puntate per 92,1 miliardi di euro, e ha registrato una crescita del 12,2% rispetto all’anno precedente.
Basterebbero queste righe per comprendere le dimensioni del fenomeno. I dati dei comuni raccontano però delle storie in più, quelle di una serie di territori dove poche migliaia di abitanti vedono circolare milioni di euro in giocate online. Parlano di famiglie in difficoltà, di persone che hanno perso il controllo, di comunità che faticano a comprendere e affrontare un problema che resta spesso nascosto fino a quando non esplode in tutta la sua drammaticità.
Il peso del gioco online nei piccoli comuni
L’aspetto più significativo evidenziato dal report riguarda proprio i comuni di minori dimensioni. Nei 3.142 centri analizzati, che rappresentano circa il 40% dei comuni italiani e ospitano un quarto della popolazione complessiva, il gioco online ha nettamente superato quello fisico, arrivando a rappresentare il 61,4% della raccolta totale. La media nazionale si ferma al 58,5%. La raccolta annuale media pro capite, calcolata per la popolazione in età compresa tra 18 e 74 anni, ammonta a 1.887,60 euro nei piccoli comuni.
Questa prevalenza dell’online non può essere spiegata semplicemente con la minore presenza di punti vendita fisici nei territori più piccoli. A confermarlo è il fatto che nelle regioni del Sud e delle Isole il gioco online ha ormai superato la soglia del 70% del totale. Analizzando i dati per macroaree geografiche, infatti, emerge come nei piccoli comuni del Nord Italia la media pro capite sia di 1.410,85 euro, nel Centro di 1.906,70 euro, mentre nel Sud e nelle Isole si raggiungono i 2.781,27 euro. A livello regionale, la Campania registra il primato con 3.045 euro giocati pro capite nel solo canale online, seguita da Calabria con 2.910 euro e Sicilia con 2.895 euro.
I comuni in crisi acuta da azzardo
Il report identifica 116 comuni in crisi acuta da azzardo, realtà dove il volume di gioco online è almeno doppio rispetto alla media nazionale. In testa c’è Lacco Ameno, sull’isola di Ischia, dove ogni cittadino ha giocato online 12.492 euro, oltre 1.000 euro al mese, con una crescita del 62% rispetto al 2023 e del 351% rispetto al 2022. Seguono Capri con 10.393 euro pro capite, Mairano in provincia di Brescia con 10.374 euro (in crescita del 250% in un biennio), Nociglia in provincia di Lecce con 10.165 euro e Gravedona ed Uniti sul Lago di Como con 9.275 euro.
Nella classifica compaiono diverse località turistiche, dalla Liguria ai laghi lombardi fino alle zone costiere del Sud Italia. Secondo i ricercatori, si tratta però di un dato da analizzare ulteriormente visto che la presenza di turisti può sì influire sull’azzardo fisico, ma non su quello online. Quest’ultimo, infatti, viene monitorato in base alla residenza del giocatore.
Le incongruenze
Un altro elemento che emerge dall’analisi riguarda le variazioni improvvise dei volumi di gioco in alcuni comuni. Tra le anomalie non ci sono solamente le crescite vertiginose – come quelle appunto di Lacco Ameno, Capri o Mairano – ma anche i crolli. I casi più eclatanti sono quelli di Anguillara Veneta in provincia di Padova (che l’anno scorso era schizzata in testa alla classifica con 13.073 euro pro capite – e era stata la prima a indignarsi per il triste primato – e adesso è passata 2.018 euro, l’85% in meno), e Calliano in provincia di Trento (da 12.749 euro a 677 euro con un crollo del 95%).
Come osservano i ricercatori, questi flussi economici che appaiono e scompaiono da un anno all’altro potrebbero essere collegati all’attività di supergiocatori che movimentano quotidianamente enormi somme, senza escludere l’utilizzo di linee VPN geolocalizzate in determinati territori. Ma non è nemmeno da escludere che la criminalità organizzata si serva di alcune aree per riciclare denaro sporco, un aspetto che richiederebbe verifiche approfondite da parte delle autorità competenti.
L’importanza dei dati
Al di là delle diverse interpretazioni possibili, ciò che emerge con chiarezza è l’importanza di disporre di dati territoriali dettagliati e aggiornati. I numeri generali, infatti, per quanto impressionanti, non danno un quadro fedele di quello che succede. È quando vengono esaminati i dati del proprio territorio, del proprio comune, che l’attenzione si innalza e ci si inizia davvero a interrogare sul fenomeno.
Per quanto riguarda questo aspetto, i curatori del report non lesinano le critiche all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – l’ente pubblico che tra le varie competenze, ha anche quella di controllare il settore del gioco pubblico – visto che ha progressivamente smesso di pubblicare i dati sull’andamento delle giocate. Federconsumatori, CGIL e Fondazione Isscon sono riuscite a raccogliere il materiale necessario solo dopo che gli onorevoli Virginio Merola e Stefano Vaccari hanno presentato un’interrogazione parlamentare.
I rischi connessi al gioco online
I dati territoriali permettono di comprendere meglio dove e come intervenire, quali fasce di popolazione sono più esposte, quali dinamiche locali alimentano il fenomeno. La disponibilità di dati granulari non serve solo a fornire un quadro della situazione, ma rappresenta uno strumento fondamentale per chi deve elaborare strategie di prevenzione e intervento sul territorio.
Questo vale a maggior ragione per l’azzardo online, che risulta invisibile proprio perché si svolge su cellulari, tablet e computer, lontano da ogni forma di controllo sociale. Ma il problema non è solamente la possibilità di scommettere in qualsiasi momento. Il gioco online presenta una serie di caratteristiche – l’assenza di barriere fisiche, la percezione di anonimato, la rapidità delle giocate, le transazioni digitali che fanno perdere il conto delle perdite – che lo rendono particolarmente insidioso.
La ludopatia, o gioco d’azzardo patologico, raramente si manifesta come un fenomeno isolato. Al contrario, è spesso parte di un quadro clinico più ampio e complesso in cui possono coesistere altre forme di dipendenza. Tra quelle più frequentemente associate troviamo l’alcolismo, che rappresenta una delle correlazioni più significative. Molte persone affette da ludopatia fanno uso eccessivo di alcol, talvolta come strategie di regolazione emotiva. Accanto all’alcol, sono comuni anche la dipendenza da nicotina e l’uso di sostanze stupefacenti, che possono funzionare sia come fattori scatenanti sia come conseguenze della sofferenza emotiva derivante dai comportamenti compulsivi.
Oltre alle dipendenze, la ludopatia si associa frequentemente a disturbi psichici come l’ansia, la depressione, i disturbi della personalità. Tali disturbi possono favorire lo sviluppo della dipendenza da gioco, sia essere acutizzati da essa.
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