Il Raduno di Primavera, un momento di confronto e speranza
Torna il 31 maggio il Raduno di Primavera del Centro San Nicola, uno degli appuntamenti più significativi dell’anno per chi ha affrontato o sta affrontando un percorso di recupero dalle dipendenze. Questa iniziativa, che si svolge ormai da oltre 12 anni, costituisce infatti un’occasione unica di confronto, supporto e testimonianza per tutta la comunità del Centro.
Il Raduno di Primavera, evento collettivo organizzato dalla struttura, rappresenta per molti un momento per riconoscere lo sforzo quotidiano che ogni persona in recupero compie per rimanere sobria. Per gli ex ospiti, tornare al Centro significa riconoscere a sé stessi un importante passo nell’accettazione della patologia, offrendo speranza e supporto a chi è ancora nel percorso e condividendo la propria esperienza con la famiglia. Per i familiari infatti, questo momento, rappresenta un’ulteriore opportunità di comprendere meglio il percorso di recovery, anche attraverso il confronto con altre famiglie che hanno vissuto esperienze simili e in questo modo possono apprendere come supportare più efficacemente il proprio caro.
Il programma della giornata
Nell’edizione di quest’anno, il Centro San Nicola accoglierà circa 140 persone. Al centro dell’evento ci sono ovviamente gli ospiti e gli ex ospiti, in totale saranno un centinaio di persone, che potranno scegliere di farsi accompagnare dai propri familiari. Parteciperà inoltre tutto lo staff del Centro, che include psicoterapeuti, educatori, counsellors e operatori specializzati nel supporto alle dipendenze.
Gli ex ospiti e i loro familiari arrivano al Centro alle 9.30. Come appreso negli anni, per gli ex ospiti, tornare al San Nicola, è un’esperienza emotivamente significativa; durante il percorso di recupero hanno infatti dovuto superare molte difficoltà e adesso hanno l’occasione di mostrare ai propri familiari i luoghi dove hanno vissuto per tre mesi condividendo con loro gli spazi che sono stati fondamentali nella loro rinascita.
Il gruppo delle testimonianze: condivisione delle esperienze
Dalle 10 alle 12 una delle principali attività a svolgersi è il gruppo delle testimonianze. Durante questa fase, ospiti e ex ospiti si confrontano sulle proprie esperienze. Ognuno ha la possibilità di raccontare il proprio vissuto al San Nicola, gli ostacoli superati durante il percorso e i progressi ottenuti. Gli ex ospiti affrontano questo momento con particolare entusiasmo, consapevoli di offrire una testimonianza preziosa per quanti hanno deciso di intraprendere il percorso di recupero. La loro presenza è un autentico incoraggiamento per coloro che desiderano vivere la vita in sobrietà.
Il gruppo multifamiliare: uno dei momenti più significativi
Parallelamente alla condivisione delle testimonianze per ospiti ed ex ospiti, si svolge il gruppo multifamiliare, un momento che si rifà ad un modello di intervento terapeutico che coinvolge sia i familiari degli ospiti attuali che quelli degli ex ospiti, insieme allo staff terapeutico del Centro. Si tratta probabilmente di uno dei momenti più sentiti della giornata che i familiari, spesso, affrontano con sentimenti contrastanti.
Molti hanno bisogno di comprendere meglio in cosa consista la dipendenza del proprio caro, altri hanno forti dubbi sul ruolo che dovrebbero svolgere e su come sostenere il parente tanto nel percorso attuale al San Nicola, quanto una volta che uscito dal Centro. In questo frammento è importante tenere a mente che, talvolta, uno degli aspetti ad incidere nello sviluppo di una dipendenza può essere proprio una lacuna all’interno del sistema familiare. Ciò significa rendere consapevole la famiglia di alcuni suoi propri aspetti disfunzionali e ciò per molti si rivela un dato molto difficile da accettare.
D’altro canto vi è inoltre l’opportunità di condividere e meglio comprendere l’impatto che la dipendenza di un familiare ha avuto sul resto della famiglia. Nella scorsa edizione del Raduno è emerso per risonanza emotiva il racconto del marito di un’ex ospite nel quale si sottolineava l’impotenza iniziale e la conseguente reazione di rabbia a fronte dell’alcolismo della moglie. Ha infatti raccontato di come nei primi tempi abbia provato a imporre alla moglie di farsi aiutare, fino quasi a pensare di costringerla, tuttavia rendendosi immediatamente conto che tale atteggiamento non avrebbe funzionato. La donna doveva maturare da sola la consapevolezza di aver bisogno di aiuto, accettando di non poter affrontare la dipendenza da sola. Il percorso insomma era ancora lungo e c’erano diversi ostacoli da superare.
Le esperienze dei familiari
Egli ha condiviso di aver affrontato la prova più difficile una sera quando, rientrando a casa, si trovò di fronte una situazione che lo mise in allarme: il salone era stato messo a soqquadro e sul pavimento c’era del sangue. Il primo pensiero fu di correre a cercare la moglie. La trovò in camera da letto, era priva di sensi, ma non correva alcun pericolo. In quel momento, l’uomo realizzò che, anche se difficile da accettare, non avrebbe potuto fare molto di più di quanto non avesse fatto fino a quel momento per aiutarla. Il giorno seguente riuscì ad esprimere l’impotenza provata per quella situazione e convenne con la moglie che era giunto il momento di cambiare vita e di chiedere aiuto.
Il pranzo conviviale
Dopo gli intensi incontri della mattinata, il pranzo rappresenta un momento di condivisione più rilassato che permette di consolidare i legami creati durante le sessioni precedenti. È un’occasione per continuare i dialoghi iniziati nei gruppi in un contesto più informale e disteso.
Il valore terapeutico del teatro
Nel pomeriggio gli ospiti attuali mettono in scena una rappresentazione teatrale. Un evento come questo suscita spesso reazioni differenti nei singoli ospiti. Ci sono infatti coloro che negli ex ospiti vedono un’autentica occasione di confronto utile a concepire che il percorso è fatto di ostacoli che vanno affrontati uno alla volta, concentrandosi giorno per giorno. Per loro la partecipazione attiva agli eventi del Raduno è ovviamente di più semplice accesso e pertanto tendono con maggiore facilità a vedere anche e soprattutto lo spettacolo come un’ulteriore opportunità per mettersi alla prova e lavorare in questo senso.
Altri tuttavia, di fronte alla messa in scena dello spettacolo, possono provare emozioni spiacevoli, quali paura e vergogna, ad esempio pensando che qualora incontrassero qualcuno che li conosca, questi possa in qualche modo giudicarli. Pertanto va sottolineato che la partecipazione allo spettacolo teatrale non è assolutamente obbligatoria, pur tuttavia abbiamo notato come nella maggior parte dei casi anche chi inizialmente mostra delle resistenze poi interviene con entusiasmo.
La trama della rappresentazione è sempre legata al percorso di recupero: dal caos iniziale della dipendenza, agli sforzi per rimettere ordine nella propria vita. Nella costruzione dello spettacolo gli ospiti hanno totale libertà creativa nella scelta dei testi, delle musiche, della messa in scena. Tale modalità di progettazione condivisa ha indubbi effetti positivi sul senso di agency e si rivela essere un efficace strumento di lavoro apportando benefici per l’autostima.
Inoltre, il laboratorio teatrale ha un significato più profondo nel percorso di recupero. Lo sviluppo di una dipendenza infatti ha spesso ricadute sul rapporto con il proprio corpo e con la percezione della realtà. Attraverso il teatro, gli ospiti riprendono consapevolezza della propria fisicità e – letteralmente – dello spazio che occupano nel mondo, il che ha un impatto notevolmente positivo sulla percezione di sé, nonché sul più ampio costrutto di identità.
La consegna degli attestati
Concluso lo spettacolo, il programma prevede la presentazione delle attività del Centro San Nicola, con un focus particolare sui laboratori come il suddetto, quello di ceramica e di espressione corporea. La giornata si conclude poi con la consegna degli attestati che vengono consegnati agli ex ospiti che hanno completato il follow-up con successo. È il momento in cui si riconosce anche formalmente che questi ospiti hanno portato a termine il percorso del San Nicola.
Il Centro San Nicola conferma così la propria mission: non solo accompagnare le persone nel percorso di recupero, ma condividere le esperienze, le difficoltà che occorre superare, e l’impegno necessario per portare a termine il percorso. Il Raduno di Primavera rappresenta un’ulteriore dimostrazione concreta che a partire dalla dipendenza si può, con il giusto supporto, ricostruire una vita soddisfacente o, per dirlo con altre parole, citando uno dei testi cari al Centro, una vita degna di essere vissuta. Dopo 12 anni, questo evento continua a essere un faro di speranza per tutti coloro che affrontano il difficile, ma possibile, cammino del recupero.
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Adesso hai una dipendenza, tra due mesi avrai una vita…