Strategie per affrontare il Craving

Affrontare il Craving

Contenuto curato dal Dott. Claudio Pederzani

Il craving, come già discusso nel precedente articolo, è il desiderio impellente, urgente e non differibile di assumere la sostanza o di agire il comportamento di dipendenza (ad esempio, gioco d’azzardo).

E’ uno dei motivi per cui è così difficile, in alcuni momenti, rimanere lontani dalla cocaina. Diventa quindi fondamentale individuare le strategie più utili per la sua gestione.

Il diario del Craving

Innanzitutto, bisogna identificare le diverse forme in cui il craving si manifesta, riconoscendone i segnali (fisici, mentali ed emotivi). Per fare ciò è bene tenere un diario del craving, strumento molto utile poiché permette di conoscere il proprio modo di fare esperienza di questo desiderio. Nel diario è possibile annotare il momento in cui è insorto il desiderio, quali pensieri, emozioni e situazioni lo hanno scatenato, la durata e la sua intensità. Può essere utile rivedere il diario insieme al proprio terapeuta.

Craving e tecnica del SURF

Un altro modo per conoscere in maniera approfondita il modo in cui si manifesta il craving è la tecnica del SURF, che paragona il desiderio di usare a un’onda molto alta e potente che con il tempo però si riduce fino a scomparire. Viene chiesto alla persona di focalizzarsi su ciò che accade nel corpo nel momento in cui si presenta il desiderio, senza cercare di allontanare nessuna delle sensazioni che si verificano. E’ però sconsigliato provare a mettere in pratica questa tecnica in maniera autonoma, soprattutto all’inizio, in quanto potrebbe risultare impossibile resistere alle sensazioni alle quali ci si sta lasciando andare. E’ necessario che questa tecnica venga sperimentata all’interno di un contesto terapeutico, per affrontare le eventuali difficoltà che ne derivano.

Craving e senso di fallimento

Quando si manifesta il craving, le persone possono sperimentare un senso di fallimento nei confronti del proprio percorso di recupero, poiché individuano la  sua presenza come il sintomo di un recupero non adeguato. Bisogna però sapere che il recupero dalla dipendenza non è un percorso immacolato privo di difficoltà. Al contrario, pensieri e sensazioni relativi alla cocaina fanno inevitabilmente parte di questo processo. Cercare di nasconderli e tenerseli per sé risulta altamente disfunzionale e pericoloso. In questi casi, la scelta migliore da fare è quella di parlarne con il proprio psicoterapeuta, nei gruppi di auto-mutuo-aiuto (anche qui inserirei il link all’articolo sui gruppi AMA) (in cui è possibile apprendere i modi in cui altre persone affrontano lo stesso problema) e con i servizi territoriali per le dipendenze patologiche (SerD) presso cui si è in cura, superando i sentimenti di vergogna e fallimento che normalmente accompagnano questi momenti. Anche parlarne con familiari e amici può risultare molto utile.

Come reagire al Craving

Quando si presenta il craving è importantissimo fare qualcosa di attivo, per incanalare le energie psicofisiche in una direzione funzionale e costruttiva e distrarre la mente dai pensieri relativi alla cocaina. E’ altresì importante essere consapevoli di quali sono le attività in grado di distrarre la mente e impegnare le energie in modo efficace: può essere utile scriverle su un foglietto e portarlo sempre con sè, per consultarlo nei momenti di difficoltà.

Si può agire anche a livello preventivo, buttando tutti gli oggetti e gli stimoli legati all’uso della cocaina, così come è importante conoscere quali persone, luoghi e situazioni rappresentano un rischio per l’insorgenza del desiderio di usare. Alcuni di questi possono essere evitati, per altri diventa invece necessario visualizzare anticipatamente la situazioni e prepararsi rispetto a come comportarsi. Anche in questo caso può essere utile parlarne.

Una volta diventati consapevoli delle caratteristiche della propria esperienza di craving, è importante tenere a mente che esso ha una durata limitata e che esiste un picco di intensità che con il passare dei minuti scompare.

L’obiettivo, al San Nicola, è quello di “fermare il comportamento per capire il comportamento. Identificare quali sono i rinforzi che portano avanti la dipendenza, i danni e gli effetti della cocaina nella vita della persona, il modo in cui affrontare il desiderio di usare, i blocchi in cui si è incastrati e dai quali ancora non si è riusciti a liberarsi. Infine, quali i comportamenti e gli atteggiamenti necessari per cambiare la propria vita.

Per aiutare le persone servono le persone: al San Nicola educatori, terapeuti, counsellor in recupero da tanti anni mettono ogni giorno la loro esperienza al servizio di chi vuole aiutarsi.



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