Le fasi della dipendenza da cocaina: dal primo utilizzo alla dipendenza cronica

Fasi dipendenza cocaina

Le fasi della dipendenza da cocaina: dal primo utilizzo alla dipendenza cronica

La cocaina porta spesso, se non sempre, a sviluppare una forma di dipendenza che, in genere, inizia da un utilizzo occasionale, motivato magari dalla semplice curiosità di provare gli effetti della droga o incentivato dalle frequentazioni sociali.

Di solito, chi inizia ad assumere cocaina saltuariamente, arriva, quasi senza rendersene conto, ad incrementare continuamente le dosi, raggiungendo una vera e propria forma di dipendenza e assuefazione. L’assunzione continua e frequente della cocaina provoca notevoli danni a tutto l’organismo, ma coloro che ne fanno uso non riescono a smettere, e neanche pensano di farlo a causa delle sensazioni piacevoli che inizialmente la droga provoca.

Ovviamente, con il tempo le cellule nervose si assuefanno alla sostanza, gli effetti positivi risultano sempre più attenuati mentre compaiono malesseri e sintomi poco piacevoli. La dipendenza dalla cocaina si sviluppa in quattro fasi distinte, che è bene saper individuare per riconoscere chi l’ha sviluppata e capire come agire senza commettere errori.

Prima fase: effetti piacevoli ed euforizzanti

Inizialmente, la cocaina provoca, dopo l’assunzione, una serie di sensazioni piacevoli e gradite: euforia, benessere, maggiore energia fisica e mentale, resistenza alla fatica, maggiore desiderio sessuale, disinibizione, sicurezza e concentrazione, accompagnate da mancanza di appetito e di sonno. In pratica, la persona che assume cocaina si ritrova con una grande energia e lucidità, senza provare alcun bisogno di cibo o di riposo, una condizione che lo porta a continuare ad assumerne.

Seconda fase: umore disforico e depressione

Quando un cocainomane arriva alla seconda fase, di solito ha già sviluppato una certa tolleranza nei confronti della sostanza, le sensazioni piacevoli hanno una durata sempre più breve e vengono sovrastate da tristezza, ansia, stanchezza e apatia. Perdurano invece la mancanza di sonno e di appetito, provocando ulteriore malessere generale.

Terza fase: allucinazioni e manifestazioni paranoiche

La necessità di assumere dosi sempre più elevate di cocaina comporta rapidamente la comparsa di sintomi piuttosto preoccupanti: oltre ad un aumento rilevante di ansia, stanchezza e tendenza alla depressione, si manifestano allucinazioni, sindromi ossessive, manie di persecuzione, aggressività e paranoia.

Nelle situazioni di questo tipo, la famiglia viene spesso coinvolta in quanto oggetto delle manifestazioni di irascibilità e aggressività di un cocainomane, per questo è importante, una volta riconosciuta la dipendenza, chiedere aiuto ad un centro specializzato e seguire un percorso psicoterapeutico in grado di gestire anche le problematiche dei famigliari.

Quarta fase: psicosi da cocaina

Alla quarta fase, un cocainomane prova sintomi paranoici, depressione e ansia sempre più accentuati, arrivando ad uno stato confusionale e alla mancanza di controllo di sé. La psicosi indotta dalla cocaina, inoltre, non è solo conseguente all’assunzione della sostanza, ma non è raro che si manifesti anche successivamente.

Poiché un cocainomane non riconosce la propria condizione di tossicodipendenza, ed è convinto di essere capace di controllarsi, quando arriva alla quarta fase ha già subito gravi danni sia mentali che fisici. Oltre a ciò, il continuo utilizzo della sostanza lo porta a frequentare solo altre persone che ne fanno uso, allontanandosi dalla vita sociale e dalle relazioni: lavoro, famiglia, amicizie, attività ricreative e sportive vengono lasciati in disparte.

La necessità di assumere continuamente la droga provoca anche instabilità economica: per procurarsi i soldi, un cocainomane può spendere tutto il patrimonio personale e famigliare, oppure arrivare a commettere furti e crimini. Infatti, non è raro che un tossicodipendente da cocaina inizi un percorso di disintossicazione proprio in un carcere o comunque scontando una pena.

I danni che la cocaina provoca alle cellule cerebrali

Gli effetti deleteri della cocaina sono dovuti ai danni subiti dalle cellule cerebrali, e in particolare a quello che viene definito reward system, ovvero la struttura responsabile delle sensazioni piacevoli e gratificanti. Il reward system permette di provare piacere quando si svolge un’attività utile o motivante, associando inoltre un’azione o un comportamento ad una gratificazione o ricompensa.

L’abuso di cocaina danneggia questo meccanismo, fino al punto in cui una persona non prova più alcuna soddisfazione o piacere se non dall’assunzione della droga, che presto si trasforma nell’unica attività piacevole, con la necessità di aumentare continuamente le dosi.

Non si tratta del solo danno provocato dalla cocaina: poiché la sostanza agisce anche sui principali neurotrasmettitori, dopamina, noradrenalina e serotonina, a subire seri danni è tutto l’organismo, soprattutto a livello cardiaco e cerebrale, con il rischio che si manifestino cardiopatie gravi, ischemie, atrofia cerebrale, encefalopatia, edemi, flebiti, ictus, epilessia, convulsioni, disseccazione dell’aorta, ipertensione, aritmie e infarto. 

Disintossicarsi dall’abuso di cocaina è possibile?

La disintossicazione dalla cocaina è certamente possibile, si tratta però di un percorso complesso che richiede l’intervento di specialisti medici e psicologi. I tentativi di smettere in autonomia sono quasi sempre fallimentari, anche perché ad aggravare la situazione sono, come abbiamo visto, i gravi problemi di salute che la sostanza provoca, debilitando l’organismo e compromettendo le funzioni vitali. Sebbene l’astinenza da cocaina non sia paragonabile all’astinenza da alcol o da eroina, la dipendenza psicologica indotta dalla sostanza rende molto difficile la disassuefazione senza un aiuto.

Scegliere una struttura specializzata significa poter contare su metodologie all’avanguardia, di comprovata efficacia, e sulla costante presenza di medici e psicologi, su un monitoraggio continuo dei parametri vitali e sul controllo dei problemi dovuti all’astinenza, escludendo inoltre il rischio di recidiva.

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