Alcol e coronavirus: i pericoli collaterali della pandemia

alcol e coronavirus

Alcol e coronavirus: i pericoli collaterali della pandemia

Contenuto curato dal Dott. Claudio Pederzani

Viene da domandarsi in che modo la situazione pandemica determinata dalla diffusione del coronavirus influenzi il consumo di alcol nella popolazione, e in che modo – viceversa – il consumo di alcol renda più vulnerabili a una possibile infezione da coronavirus. Partiamo da questo secondo quesito: sappiamo che il nostro sistema immunitario viene compromesso dall’alcol, il che rende più probabile l’infezione da coronavirus; inoltre, aumentano anche gli esiti negativi per la salute. Vi sono poi altre condizioni patologiche per le quali l’abuso di alcol rappresenta un fattore di rischio: tra queste, citiamo la polmonite e la cosiddetta ARDS (sindrome da stress respiratorio acuto), che rappresenta una delle principali e più pericolose complicanze del COVID-19..
Sembra quindi che l’abuso di alcol sia un fattore di rischio per le complicanze del COVID-19.

Se pensiamo invece al primo quesito che ci siamo posti, e cioè se e in che modo la situazione di pandemia da coronavirus influenzi l’uso di alcol nella popolazione, dobbiamo tenere presenti i seguenti punti:

  • nei momenti di noia o stress è possibile che le persone ricorrano a maggiori quantità di alcol, situazione che può peggiorare eventuali problemi di salute mentale, incrementando la vulnerabilità a vissuti di ansia e depressione;
  • l’uso di alcol interferisce con il sonno e i frequenti risvegli durante la notte impediscono un adeguato riposo: in tal modo si determina una situazione di aumentata ansia e irritabilità, che rende difficile rispettare la propria routine quotidiana e mantenere un buon bilanciamento tra la propria vita privata e il lavoro, già difficile da rispettare in regime di smartworking;
  • la probabilità che vi sia un incremento nell’uso di alcol durante periodi di lockdown e quarantena determina a sua volta una maggiore probabilità di episodi di violenza domestica, così come infortuni causati da ustioni o cadute, gesti di autolesionismo e violenza sui minori;
  • il probabile incremento del consumo alcolico può determinare l’insorgenza di patologie correlate che richiedono un ricovero ospedaliero, in un momento storico in cui la sanità è sovraccarica;
  • anche il personale sanitario è a rischio incremento di consumo alcolico per gestire lo stress derivante dall’incremento del carico di lavoro e del rischio ad esso correlato;
  • i minori potrebbero avere maggiore accesso alle bevande alcoliche tenute in casa ed essere maggiormente esposti al bere del genitore

Un ulteriore fattore di rischio determinato dalla situazione pandemica in atto è dato da alcune intossicazioni che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono correlate al COVID-19: circolano infatti alcune affermazioni, chiaramente non veritiere, secondo cui l’assunzione di alcol ucciderebbe il coronavirus. Non vi è nessuna base scientifica a sostegno di tali affermazioni; al contrario, sappiamo bene che il consumo di alcol ad alta gradazione causa gravi danni e, in quantità elevate, anche la morte.

La situazione pandemica determinata dalla diffusione del Coronavirus può essere elencata tra i numerosi fattori di stress che siamo portati ad affrontare nella nostra vita quotidiana: limitazione negli spostamenti e nei contatti sociali, riduzione delle opportunità lavorative ed economiche, maggior rischio per la nostra salute. Chi abusa di alcol o soffre di una vera e propria dipendenza da tale sostanza tende ad affrontare i problemi e le difficoltà della vita quotidiana proprio ricorrendo alla sostanza, nel tentativo del tutto illusorio di smorzare l’impatto emotivo della situazione che si ha davanti. Il risultato è chiaramente opposto a quello desiderato: se in un primo momento l’impatto emotivo derivante dalla situazione sembra attenuarsi e poi scomparire, come effetto dell’azione dell’alcol sul sistema nervoso, in un secondo momento proprio l’alcol determina una maggiore incapacità di gestione delle proprie emozioni che, nonostante l’assunzione di alcol, sono ancora presenti con tutta la loro forza.. Inoltre, sono ancora più accese e determinate a farsi sentire, poiché esse esistono per indicare qualcosa, e se vengono ignorate si faranno solamente sentire più forte di prima.

Questo è il circolo vizioso nel quale si trova chiunque cerchi ostinatamente di evitare l’impatto emotivo di qualunque situazione ci si trovi di fronte: più si cerca di evitare le proprie emozioni, più esse si faranno forti e prepotenti. Nasce una situazione di profonda sofferenza, determinata dall’incapacità di sentirle per quello che sono e manifestarle in una maniera che sia funzionale e coerente al raggiungimento dei propri obiettivi di vita. A causare sofferenza è anche la cecità verso questo circolo vizioso, la capacità di mentire anche a sé stessi credendo fermamente a tali menzogne: tutto questo rappresenta un grande ostacolo al cambiamento. Per questo servono persone esperte che siano in grado di portare la persona dipendente a vedere la realtà da prospettive diverse e più funzionali.

Fai il primo passo, CONTATTACI!

Adesso hai una dipendenza, tra due mesi avrai una vita…

 0731 9142      366 1774276      info@centrosannicola.com

Al Centro di Post Cura “San Nicola” l’obiettivo è quello di “fermare il comportamento per capire il comportamento“. Identificare quali sono i rinforzi che portano avanti la dipendenza, i danni e gli effetti dell’alcol e delle sostanze nella vita della persona, i blocchi in cui si è incastrati e dai quali ancora non si è riusciti a liberarsi. Infine, quali i comportamenti e gli atteggiamenti necessari per cambiare la propria vita.

Per aiutare le persone servono le persone: al San Nicola educatori, terapeuti, counsellor in recupero da tanti anni mettono ogni giorno la loro esperienza al servizio di chi vuole aiutarsi.

Leave a comment