Il tossicodipendente è il consumatore nel mercato della droga

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Il tossicodipendente è il consumatore nel mercato della droga

La definizione di tossicodipendente viene spesso ridotta alla descrizione della sostanza nei confronti della quale una persona diventa dipendente. Invece, sarebbe opportuno concentrarsi proprio sulla persona con la sua storia, i suoi trascorsi e i suoi traumi che in qualche modo l’hanno portata a fare uso di sostanze, prima che del tipo di droga di cui fa uso.

Sono stati fatti numerosi studi sociologici e psicologici intorno alla figura del tossicodipendente con il fine di delinearne il più possibile le peculiarità all’interno del contesto in cui conduce la sua esistenza per poi poter strutturare dei percorsi di recupero e riabilitazione che abbiano senso anche per un reinserimento.

La definizione economica del tossicodipendente

Una primo inquadramento possibile è quello che permette di osservare il tossicodipendente dal punto di vista del mercato: il tossicodipendente è un consumatore soggetto alle dinamiche di domanda e offerta del mercato della droga, anche se – a differenza di altri mercati considerati leciti – il mercato della droga è sbilanciato nella direzione dell’offerta, in quanto il tossicodipendente ha un bassissimo potere contrattuale perché la maggior parte delle volte ha bisogno di una sostanza e non può permettersi di trattare sul prezzo o sulla qualità della stessa.

Studiando il tossicodipendente nelle vesti di consumatore, è possibile cercare di capire, generalizzando, perché compie una scelta prediligendo l’acquisto di una determinata sostanza in commercio invece di un’altra.

Il tossicodipendente consumatore di eroina

Il consumatore di eroina viene inquadrato in certe teorie sociologiche come una persona “astensionista”, ossia un soggetto che ha rinunciato ad adattarsi agli standard presentati dalla società e, contemporaneamente, manifestano indifferenza anche per gli strumenti attraverso cui raggiungerli, rendendosi quindi periferici rispetto al sistema in cui vivono.

Il tossicodipendente consumatore di cocaina

La cocaina è una sostanza dal costo elevato, che attira un certo tipo di consumatori e ha degli effetti collaterali meno devastanti dell’eroina, motivo per cui un cocainomane spesso non si percepisce come tossicodipendente.

Tuttavia, a dispetto dei costi, il mercato della cocaina si è rapidamente espanso a causa di nuovi prodotti, come il crack, che hanno effetti negativi molto più amplificati e anche in grado di creare dipendenza più rapidamente rispetto al prodotto di base. Questo ha fatto sì che i consumatori di cocaina crescessero in numero, attirando nuovi clienti anche fra i minorenni e, in generale, nella classe meno abbiente.

Spesso i motivi che conducono una persona a scegliere la cocaina risiedono nella necessità di aumentare le prestazioni sul lavoro o nella vita affettiva.

Il tossicodipendente consumatore di cannabis

I prodotti derivati dalla cannabis, marijuana e hashish, sono considerati droghe leggere, in relazione al fatto che non producono una dipendenza fisica e tantomeno psicologica, non sono state osservate crisi di astinenza o fenomeni di tolleranza e, in genere, smettere non provoca alcun problema di tipo fisico.

Non è ancora chiaro se il consumatore di cannabis sia preferibilmente una personalità apatica di per sé, propensa a cercare soddisfazione in sostanze psicotrope, o se l’uso di cannabis induca questa sorta di carenza motivazionale.

Il tossicodipendente consumatore di sostanze allucinogene

Le sostanze allucinogene, dette anche droghe sintetiche, trovano la loro massima diffusione sottoforma di LSD (dietilammide dell’acido lisergico). Questo tipo di droghe non comporta una dipendenza fisica, mentre è più probabile che scatenino quella psicologica. Il consumatore di sostanze allucinogene ricerca il trip, essendo questo anche storicamente associato a un’aumentata capacità creativa.

La vita sociale del tossicodipendente consumatore di LSD non viene intaccata dall’uso della sostanza; tuttavia, a lungo termine l’uso prolungato di allucinogeni può provocare danni neurologici irreversibili.

Il tossicodipendente consumatore di amfetamine

I motivi che spingono una persona a consumare amfetamine e diventarne dipendente sono simili a quelli che spingono a fare uso di cocaina: aumentare le prestazioni senza sentire lo stimolo della fame o la pressione del sonno. Però gli effetti sono più simili a quelli causati dalla cocaina: elevato grado di dipendenza e problemi legati alle crisi di astinenza.

Il tossicodipendente consumatore di ecstasy

Il tossicodipendente consumatore di ecstasy (o MDMA) ricerca l’ebbrezza e l’ampliamento delle capacità sociali. Anche se, spesso, la maggior spigliatezza sfocia in fenomeni di aggressività e comportamenti irresponsabili.

Il tossicodipendente consumatore di alcool

L’alcool è una sostanza delicata da trattare nell’ambito delle droghe in quanto è culturalmente accettato e anzi incentivato in tutte le situazioni di socialità. Si potrebbe dire che l’alcol non è una droga ma lo diventa nel momento in cui una persona ne assume in quantità elevate e con una frequenza considerata culturalmente non accettabile.

Il tossicodipendente consumatore di alcol, a livello sociologico, è spesso associato al consumatore di eroina: ha quindi un atteggiamento astensionista e di rinuncia alle regole sociali e ai mezzi per raggiungerle.

Centro di recupero San Nicola

La scelta che una persona fa rispetto al tipo di sostanza con cui “sballarsi” dice molto della sua personalità.

La scelta di una sostanza stupefacente invece di un’altra non è casuale, così come non lo è quella relativamente a qualsiasi altro acquisto che un consumatore fa nella vita di tutti i giorni. Ogni scelta rappresenta l’espressione di un bisogno, la valutazione delle proposte del mercato in relazione a questo e alle proprie possibilità economiche.

Quando un tossicodipendente riesce a trovare la forza di rivolgersi a un centro per il recupero dalle tossicodipendenze, è fondamentale che questo sia in grado di prendersi cura della persona in tutta la sua complessità, e non solo del suo problema con una particolare sostanza.

Al Centro San Nicola, i medici, gli psicologi, i counselor e gli educatori che compongono il team multidisciplinare sono professionisti nell’ambito delle dipendenze, ma sono anche persone in grado di dare supporto ad altre persone. È importante, in un percorso per uscire dalla dipendenza, che ci sia empatia fra chi entra nel centro per cercare di riprendere in mano la propria vita e chi è lì per aiutarlo.

Al Centro San Nicola ogni percorso di riabilitazione viene strutturato singolarmente per le esigenze di ognuno. Anche le famiglie di persone tossicodipendenti possono trovare al Centro San Nicola il supporto necessario per gestire le emozioni in questa delicatissima fase della vita dei propri cari e, soprattutto, la possibilità di acquisire gli strumenti necessari per sostenerli nel momento del reintegro in società.