12 passi da Cape Town a Piticchio

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12 passi da Cape Town a Piticchio

MENSILE A CURA DEL CENTRO SAN NICOLA.
N.1 OTTOBRE 2019.

 

Stessa filosofia anche se con approcci diversi per i due centri di eccellenza, entrambi ispirati dalla tecnica dei 12 passi.
La storia di Giuseppe, oggi counselor in grado di aiutare gli altri dopo aver superato la sua dipendenza.

 

“Quando mi dissero che non avrei mai più potuto bere in vita mia non mi piacque. Non lo accettai e per questo sono ricaduto nella dipendenza: non mi ero ancora reso conto che per me l’alcol era una vera e propria patologia”. Era il 2008 e Giuseppe, ingegnere sudafricano all’epoca di 47 anni, era al suo primo ricovero in rehab per liberarsi dalla dipendenza dall’alcol: 28 giorni di permanenza presso lo Stepping Stone Rehab Centre di Cape Town, un percorso apparentemente riuscito e seguito da 10 mesi di sobrietà. Poi la ricaduta. “Ho ricominciato pensando che ce l’avrei fatta a tenere tutto sotto controllo, ma effettivamente non ero in grado di gestire il mio rapporto con l’alcol, che ha preso il sopravvento. Ho perso di vista la realtà, stavo facendo male a me e alla mia famiglia”. È il 2010 quando Giuseppe, dopo una permanenza in Italia e il matrimonio con un’italiana, decide spontaneamente di rientrare nel rehab in Sud Africa, stavolta con la giusta consapevolezza: “Sono rientrato non perché la prima volta non avessi capito il percorso – spiega – ma perché avevo bisogno di un luogo in cui stare tranquillo e sicuro per me”. Fu la volta buona. Il rehab di Cape Town è una delle eccellenze del suo settore.

“Ho ricominciato pensando che ce l’avrei fatta a tenere tutto sotto controllo, ma effettivamente non ero in grado di gestire il mio rapporto con l’alcol, che ha preso il sopravvento.”

Il percorso del ‘prime rehab’ (volendo poi ci sono altri due step più lunghi ed articolati) dura 28 giorni ed è quello in cui si fa il lavoro primario di disintossicazione, che allo Stepping Stone è particolarmente drastico e veloce. “In Sud Africa la disintossicazione è molto rapida – racconta Giuseppe – l’elemento di dipendenza viene tolto subito, nel giro di due o tre giorni, perché è proprio nel ‘trauma’ della mancanza, che crea un malessere forte, che si impara quanto le dipendenze ci facciano male. In Italia l’approccio è più soft, al Centro San Nicola capita che si continuino a prendere dei farmaci per un po’ anche dopo l’ingresso. Sono due modi di agire diversi, quello anglosassone ti spinge a prenderti subito le tue responsabilità verso te stesso: se vuoi rientrare in fretta nella tua vita perché sei un professionista devi impegnarti, se vuoi non ricadere e dover spendere cifre enormi perché lo Stato in Sud Africa non paga la tua disintossicazione da 20mila euro ti impegni per non ricominciare”. Ma quale che sia la situazione in cui il soggetto si trova, la base di tutto è, sempre, il programma dei 12 passi: è su questo cardine che si incentra tutto il lavoro di recupero, sia in Sud Africa che in Italia.

“Il metodo dei 12 passi è un programma spirituale, non religioso, che insegna come rispettare sé stessi e gli altri. È di grandissimo aiuto, lo consiglierei a tutti”.

“Il metodo dei 12 passi è un metodo che funziona ed è utile anche per chi non ha dipendenze. È un programma spirituale, non religioso, che insegna come rispettare sé stessi e gli altri. È di grandissimo aiuto, lo consiglierei a tutti”. Oggi Giuseppe non pratica più la professione di ingegnere, né la rimpiange. Oggi è un counselor che aiuta altre persone a superare le loro dipendenze presso il Centro San Nicola di Piticchio di Arcevia: altra latitudine, stessa impronta programmatica che lui stesso vide nascere agli albori del Centro. “Era il 2011 quando mi dissero che cercavano una persona che conoscesse l’inglese per un’attività di counselor. Conobbi allora Vincenzo Aliotta: il nostro primo incontro fu una chiacchierata intensa di 8 ore, dalle 11 del mattino alle 19 di sera di un sabato. Dopo due mesi di tirocinio a Villa Silvia, il 13 gennaio 2013 facevo già parte dello staff ed ho partecipato alla nascita del programma. Essendo una persona che pratica i 12 passi, nel Centro mi occupo dello studio e della pratica dei 12 passi, aiuto le persone a conoscerli e ad attuarli. È un lavoro che mi piace moltissimo perché sento di dare un valore. Quando mi accorgerò che diventerà un lavoro ‘obbligato’ smetterò”. Per fare che cosa a quel punto? “Bella domanda. Non ci ho ancora pensato. Non so cosa farò dopo, quello che importa, per me, è solo il presente”.