I Gruppi Al-Anon: un aiuto per il familiare del dipendente

GRUPPI AL-ANON

I Gruppi Al-Anon: un aiuto per il familiare del dipendente

Contenuto curato dal Dott. Claudio Pederzani

Le dipendenze patologiche sono disturbi che colpiscono non solo il bevitore o giocatore o assuntore della sostanza, ma che riguardano in maniera importante l’intero nucleo familiare. Quando è presente un problema di questa natura, ciascuno dei membri del sistema famiglia ha bisogno di aiuto e supporto. Spesso si tende a sottovalutare l’importanza dell’aiuto per i familiari della persona dipendente, scaricando ogni responsabilità e problematica sul diretto interessato, dimenticando che la dipendenza è una malattia che ha delle ripercussioni fondamentali anche sulle relazioni sociali di chi ne soffre. La compromissione delle relazioni sociali è infatti uno dei criteri diagnostici elencati dal DSM-5.

I gruppi Al-Anon per aiutare la famiglia del dipendente

Molta attenzione è stata posta alle modalità di aiuto per l’alcolista, ma quale aiuto può ricevere il familiare? Se all’alcolista viene proposto insistentemente di cercare l’aiuto di un professionista, del Servizio Territoriale per le Dipendenze patologiche, di un centro di recupero o di un gruppo di auto-aiuto, a chi si possono rivolgere i suoi familiari per ricevere sostegno? Il familiare del dipendente, infatti, si trova immerso in una situazione carica di vissuti di frustrazione e impotenza, spesso senza riuscire a comprendere come possa il proprio familiare lasciarsi andare in quel modo, per non parlare delle volte in cui diventa assente o apertamente violento e aggressivo. Come difendersi da questa situazione, in cui vittima e carnefice si confondono e si alternano, e ci si ritrova confusi tra chi abbia ragione e chi torto, chi abbia cominciato per primo il circolo vizioso e diabolico nel quale si è finiti? Frustrazione e impotenza, ma anche rabbia, disperazione e colpa la fanno da padrone. La voglia di aiutare il familiare in difficoltà si alterna all’impotenza derivante dalla consapevolezza di poter fare molto poco e alla rabbia per come le cose sono precipitate, che spinge spesso a prendere le distanze in maniera netta e a volte dura. Fanno quindi seguito i sensi di colpa e la paura che il familiare dipendente possa fare ancora peggio a causa delle distanze prese. Ecco quindi che si torna ad aprire la porta, a cercare di comprendere e a ricominciare il ciclo dall’inizio. Come uscirne? Come difendere la propria vitalità e mantenere accesa l’energia per inseguire gli obiettivi della propria vita nonostante una situazione così difficile in casa?

Certamente, il familiare del dipendete può chiedere l’aiuto e il sostegno psicologico di un professionista. Esistono, inoltre, dei gruppi specificamente dedicati a questi persone: i gruppi Al-Anon. Si tratta di un’associazione, formata da familiari e amici di alcolisti, che si incontrano per condividere le proprie esperienze e le proprie speranze per cercare un modo per risolvere il problema che hanno in comune. Il presupposto da cui partono questi gruppi è che la dipendenza sia un problema che riguarda l’intero sistema familiare. Cambiando gli atteggiamenti, dunque, è possibile favorire il recupero.

All’interno dei gruppi Al-Anon si segue il programma dei Dodici Passi.

I gruppi Al-Anon e l’autostima

I gruppi Al-Anon sono importanti poiché permettono alle persone che vi partecipano di incrementare la propria autostima, di approfondire la conoscenza del problema, di migliorare le strategie di coping (le strategie con le quali vengono affrontate le situazioni critiche) e di ampliare la propria rete relazionale, che può rappresentare un valido sostegno nell’affrontare il problema. All’interno di questi gruppi, infatti, è possibile ascoltare e confrontarsi con persone che si trovano nella stessa situazione e dare spazio alla propria sofferenza e difficoltà. Anche il familiare del dipendente, infatti, affronta una quota di sofferenza spesso molto difficile da gestire in solitudine e un cambiamento nell’atteggiamento di ciascuno dei membri della famiglia può apportare un cambiamento all’intero sistema familiare nel quale il dipendente si trova.

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Ecco perché al Centro San Nicola il lavoro con il familiare del dipendente è parte integrante del programma. Non è pensabile affrontare il problema della dipendenza senza dedicare una parte del lavoro alle dinamiche familiari e al ruolo che ciascuno può avere nel processo di recupero. Qualunque cambiamento individuale, in qualunque direzione vada, produce un cambiamento nell’intero sistema familiare, che è il nido all’interno del quale, spesso per ragioni incomprensibili, sempre al di là delle reali intenzioni di ciascuno, è nato il problema.

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