Alessitimia, impulsività e dipendenze: un circolo vizioso di dolore e ricerca di piacere
L’alessitimia, nota anche con la definizione di analfabetismo emotivo, è una sorta di incapacità di riconoscere e di vivere le emozioni, sia per sé stessi che nei confronti degli altri. Non è una patologia vera e propria, ma una sorta di limitazione che, nel corso del tempo, può provocare disagio e alterare seriamente l’equilibrio psicofisico.
Come vive chi soffre di alessitimia
In realtà, gli alessitimici non sono privi di emozioni o incapaci di provarle. Piuttosto, non sono in grado di riconoscerle e faticano ad esprimere i propri sentimenti: per quanto riescano a percepire le emozioni, non ne riconoscono il valore e spesso le considerano come qualcosa di inutile. Non si tratta perciò di persone anaffettive, anche se non sono capaci di identificare le emozioni, e quindi di reagire di conseguenza.
Chi soffre di alessitimia in genere non riesce a descrivere le sensazioni che prova, ma può perderne improvvisamente il controllo e manifestare rabbia, paura o altre emozioni forti. Inoltre, frequentemente non è capace di associare un evento ad una sensazione interiore, da ciò deriva l’incapacità di esternare le proprie emozioni. Poiché lo stile cognitivo di un alessitimico è orientato prevalentemente verso la realtà, egli non riesce ad elaborare un pensiero introspettivo, ma si concentra prevalentemente sulla razionalità, mostrando spesso anche un’immaginazione scarsa e limitata.
Disturbi psicosomatici legati all’alessitimia
Molto spesso, le persone alessitimiche soffrono di disturbi psicosomatici di varia natura, oltre a disturbi alimentari e ansia più o meno gravi. Non è raro che l’alessitimia si accompagni anche a depressione, a narcisismo e altri disturbi della personalità e che arrivi a provocare una dipendenza verso droghe, farmaci o altre sostanze stupefacenti.
In base a studi e ricerche, pare che l’alessitimia rappresenti un fattore di rischio per le persone predisposte a sviluppare una dipendenza, anche se non è del tutto chiaro se si tratti di un fattore primario o derivato da ulteriori elementi. È comunque noto che le emozioni, se non vengono elaborate e manifestate correttamente, non consentono l’interazione con gli altri né la percezione di sensazioni affettive, portando una persona a ricercare tali sensazioni altrove e a compensare l’incapacità di regolare l’emozione ricorrendo alla droga o a sostanze simili, e assumendo comportamenti compulsivi.
Si crea così un circolo vizioso difficile da fermare: la persona alessitimica non riesce a gestire correttamente le emozioni, entrando in una fase di comportamento impulsivo / compulsivo e ricorrendo a droga o ad altre azioni e comportamenti che possono indurre una sensazione temporanea di piacere.
Cosa sono i comportamenti impulsivi e compulsivi
Proprio per l’impossibilità di riconoscere emozioni e sentimenti, le persone che soffrono di alessitimia hanno difficoltà ad esternare il proprio disagio e a relazionarsi con gli altri, oltre a ciò, l’immaginazione piuttosto scarsa impedisce di scaricare l’ansia, una situazione spiacevole che spesso sfocia in comportamenti compulsivi e impulsivi al contempo.
Aggressività immotivata, reazioni impulsive e anche violente, abuso di sostanze stupefacenti e droga, incapacità di controllare gli istinti, dipendenze di varia natura, problemi di comportamento e altri disturbi mentali sono condizioni tipiche dell’impulsività.
Le persone che ne soffrono, anche per conseguenza dell’alessitimia, mostrano comportamenti anomali e ossessivi senza esserne consapevoli: l’unica consapevolezza è quella di provare un desiderio irrefrenabile e impossibile da gestire e da controllare.
La dipendenza nei casi di alessitimia
Alessitimia e dipendenza da droghe, alcol e sostanze psicotiche sembrano essere fortemente correlate, alcuni sostengono che la dipendenza patologica provoca emozioni e sensazioni negative che favoriscono l’alessitimia, altri sostengono al contrario che quest’ultima rappresenti un importante fattore di rischio.
Non è raro che l’incapacità di individuare e gestire le emozioni provochi anche una tendenza a disturbi del comportamento di diversa natura, compreso il gioco d’azzardo patologico. Anzi, studi e ricerche sembrano confermare che alcuni disturbi comportamentali che provocano dipendenza, come appunto lo è il gioco d’azzardo compulsivo, sono favoriti dall’incapacità di capire e controllare le emozioni.
In particolare, livelli molto elevati di alessitimia e anomalie nel riconoscere le emozioni rappresentano spesso una causa, soprattutto negli adolescenti e nei giovani, dei problemi di dipendenza da internet, social network e videogiochi.
Correlazione tra alessitimia e dipendenza da videogames
I videogiochi costituiscono uno tra i prodotti di intrattenimento più venduti e utilizzati nel mondo, e coloro che ne fanno più uso sono adolescenti e giovani: in gran parte si tratta di un’attività piacevole e ricreativa, ma per alcuni si trasforma in un comportamento compulsivo che può portare facilmente ad una dipendenza.
Definito con il nome di Internet Gaming Disorder, il comportamento generato dalla dipendenza dal gioco d’azzardo è sempre legato ad alcune particolari caratteristiche della personalità, tra cui la bassa autostima e sicurezza di sé, la tendenza a non controllare impulsi e istinti e la ricerca di emozioni forti.
Mettendo a confronto utenti occasionali di videogiochi con persone che, al contrario, ne fanno un uso continuato ed eccessivo, è emerso che questi ultimi hanno una minore capacità di individuare ed esternare le emozioni e una maggiore tendenza all’alessitimia: la scarsa o anomala gestione delle emozioni rappresenta quindi un fattore di rischio importante per l’Internet Gaming Disorder. Inoltre, l’alessitimia è frequentemente accompagnata da ansia, depressione e altri disturbi che coinvolgono e compromettono l’equilibrio psicofisico, incrementando il rischio di sviluppare una dipendenza.
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