Come capire se mio figlio fa uso di droghe? I segnali a cui prestare attenzione

Figlio

Come capire se mio figlio fa uso di droghe? I segnali a cui prestare attenzione

Una delle più grandi paure dei genitori di ragazzi/e nella fase dell’adolescenza è quella che riguarda la dipendenza da sostanze stupefacenti, o tossicodipendenza. Tale timore risulta fondato dal momento che, secondo i dati raccolti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Fisiologia (riferiti al 2018), oltre 33 ragazzi/e su 100 di età compresa fra i 15 e i 19 anni, hanno sperimentato qualche sostanza illegale.

Quindi, cercare di capire prima che sia troppo tardi se l’adolescente faccia uso o meno di sostanze è fondamentale per un genitore per intervenire tempestivamente ed evitare che la sua salute e la sua vita in generale ne siano troppo compromesse.

Capire un adolescente è una missione molto complessa, in quanto l’adolescenza è una fase della vita in cui molti assumono atteggiamenti ribelli, mostrando comportamenti di chiusura nei confronti degli adulti di riferimento perché si sentono soli e incompresi.

Questo, spesso, porta i genitori a rassegnarsi e a far sì che si crei un muro di silenzio attraverso il quale diventa impossibile cogliere i campanelli d’allarme che indicano che qualcosa di brutto sta accadendo proprio dietro la porta della loro cameretta.

I segnali da non sottovalutare

La mancanza di comunicazione viene spesso presa dai genitori come una scusa per nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che il problema non esista, mentre è fondamentale, anche se il ragazzo o la ragazza non collabora, osservarne gli atteggiamenti e soprattutto ogni minimo cambiamento nel comportamento, nelle passioni, negli interessi e nel rendimento scolastico.

Ad esempio, un improvviso declino dei voti a scuola, l’abbandono dell’attività sportiva e la tendenza a non seguire più le passioni di sempre, preferendo la solitudine della propria stanza, sono tutti elementi che dovrebbero mettere sul chi va là i genitori di ragazzi adolescenti. Questo perché una/un adolescente che fa uso di droga rivolgerà tutto il proprio interesse verso di essa, dimenticando tutti gli altri modi in cui prima trovava divertimento e appagamento.

Un’altra cosa a cui far attenzione è la gestione dei soldi: se aumenta la richiesta di denaro o peggio, se all’improvviso iniziano a sparirne anche piccole somme in casa, bisognerebbe chiedersi per cosa le sta usando e porre a lui o lei la domanda.

Infine, per quanto la cameretta di una/un adolescente sia quasi un luogo sacro ed inviolabile ai suoi occhi, è pur sempre importante mantenere alta la guardia e controllare la presenza di rimasugli di erbe o sigarette nelle tasche, frammenti di stagnola o di palloncino che servono da involucro per cannabis e cocaina, o ancora, le cartine e le macchinette per confezionare gli spinelli che, a uno sguardo distratto, potrebbero sembrare semplici portachiavi. Infine ci sono una serie di segnali fisici che non devono essere trascurati.

Riassumendo, per capire se un figlio o una figlia fa uso di droga è necessario fare attenzione ai seguenti segnali:

  • tendenza a isolarsi anche dalle solite amicizie;
  • abbandono delle proprie passioni come sport o altri hobbies;
  • atteggiamento particolarmente aggressivo;
  • comparsa di improvvisi sbalzi di umore;
  • scarsa voglia di trascorrere del tempo in famiglia;
  • improvvisi e inspiegabili cambiamenti nelle amicizie;
  • stanchezza costante;
  • cambiamenti nell’alimentazione, come attacchi di fame o rifiuto del cibo;
  • arrossamento degli occhi, pupille dilatate e maggiore sudorazione;
  • evidente peggioramento del rendimento scolastico.

Come si affronta la consapevolezza che un figlio/figlia fa uso di droga

Davanti all’evidenza, come il ritrovamento di uno degli oggetti elencati sopra, prima di tutto è fondamentale non saltare subito alle conclusioni ma parlare apertamente con il proprio figlio o figlia. In questi casi l’aggressività e le minacce non serviranno a nulla se non a provocare un’ulteriore chiusura da parte dei ragazzi.

È fondamentale porsi in ascolto e cercare di capire cosa c’è alla base dell’inizio dell’uso di sostanze stupefacenti da parte del proprio figlio/figlia adolescente. Anche perché, soprattutto in mancanza di prove certe, un atteggiamento di vostro figlio/figlia che non riuscite a spiegarvi potrebbe anche semplicemente essere dovuto a questa delicata fase della sua vita.

Tuttavia, l’uso di droghe è solo l’ultimo anello di una catena di fragilità e insicurezze non espresse dovuto sicuramente in parte al periodo complicato rappresentato dall’adolescenza, ma in parte anche a delle dinamiche famigliari. In ogni caso, il supporto di uno psicologo o psicoterapeuta esperto di tossicodipendenza giovanile è quantomeno necessario per aiutare sia i genitori a navigare in questo mare di incertezza sia il ragazzo/a stesso/a a riprendere in mano la propria vita e a tenere alta la motivazione a seguire il percorso di recupero.

Rivolgersi a un centro di recupero per le tossicodipendenze

Se viene fatta la scelta di rivolgersi a un professionista per capire come gestire la tossicodipendenza di un figlio/una figlia, questo sarà il primo ad indicarvi la modalità migliore per far si che il ragazzo/a cambi rotta e prenda decisioni più funzionali per la propria vita.

A volte, una prima reazione dei genitori di un/una ragazzo/a che si droga è quella di “mandarlo in collegio” o “a studiare all’estero” per allontanarlo dalle cattive compagnie. Queste soluzioni raramente si mostrano davvero risolutive in quanto le cosiddette cattive compagnie si trovano ovunque e, lontano da casa, potrebbe essere ancora più facile fuggire dal controllo di un adulto e ricominciare con gli stessi comportamenti.

Quello che il terapeuta potrebbe suggerire è di rivolgersi a un centro per il recupero dalle tossicodipendenze sul territorio nazionale, che possa ospitare in un ambiente protetto il proprio figlio/figlia, in mondo che sia seguito adeguatamente da chi ha esperienza nel campo della tossicodipendenza nei giovani.

La punta di diamante dei centri di riabilitazione dalle tossicodipendenze in Italia è il Centro San Nicola che mette a disposizione dei suoi pazienti un team multidisciplinare di medici, psicologi, educatori e counselor in grado di realizzare dei programmi ad hoc per le specifiche esigenze di ogni persona con un rapporto paziente operatore di 1 a 2.

Il Centro San Nicola offre anche supporto alle famiglie che saranno poi le prime a dover dare tutto il loro appoggio al proprio figlio nel delicatissimo momento del rientro in società.