Centro San Nicola

Dipendenze Patologiche: la prevenzione della ricaduta attraverso la mindfulness

Posso Farcela da SoloLe dipendenze patologiche, sia da sostanze (es. alcool, cocaina) che comportamentali (es. gioco d'azzardo patologico), sono considerate dei disturbi cronici in cui la frequenza di ricaduta è molto alta.

Pertanto, nel trattamento delle dipendenze patologiche risulta fondamentale affrontare il tema della ricaduta, fornendo strumenti pratici per prevenirla.

La prevenzione della ricaduta attraverso la mindfulness (Mindfulness based relapse prevention, MBRP) (Bowel et al, 2006) fa parte degli interventi evidence-based, ovvero basati su delle evidenze scientifiche, ed appartiene alla terza onda della terapia cognitivo-comportamentale che integra la mindfulness nel trattamento.

La mindfulness è definita come "la consapevolezza che emerge se prestiamo attenzione in modo intenzionale e non giudicante, al dispiegarsi dell'esperienza momento per momento." ( Kabatt-Zinn, 2003). In alte parole la mindfulness è prima di tutto uno stato mentale caratterizzato da un atteggiamento verso l'esperienza presente di apertura, curiosità, non giudizio, accettazione, gentilezza e "lasciar andare".

Il programma di prevenzione della ricaduta basato sulla mindfulness, MBRP (Bowen, Chawla, Marlatt, 2011), è specifico per le dipendenze da sostanze o comportamentali ed integra pratiche di mindfulness (sul corpo, pensieri, emozioni, sensi) con l'approccio cognitivo-comportamentale, insegnando strategie di coping per ridurre lo stress, gestire il craving ed affrontare le situazioni ad alto rischio di ricaduta, interrompendo la reattività in automatico e l' impulsività-compulsività.

Il programma MBRP supporta il percorso di recupero attraverso la consapevolezza e l'accettazione della dipendenza, e stimola la motivazione al cambiamento verso uno stile di vita più equilibrato e salutare.

Recenti rassegne delle letteratura scientifica (es. Li et al, 2017; Chiesa e Serretti, 2014) dimostrano l'efficacia degli interventi basati sulla mindfulness nelle dipendenze patologiche.

In particolare si è riscontrata una maggiore efficacia rispetto ad altri interventi nel ridurre la frequenza e l'intensità dell'abuso di sostanze e l'intensità del craving; nella riduzione dello stress e del disagio psicologico (ansia e depressione) e nell'aumento della mindfulness, attenzione, regolazione emotiva, auto-efficacia e funzionamento neuropsicologico (memoria, potere decisionale). Inoltre, si è riscontrato un aumento nell'aderenza al trattamento e riduzione delle problematiche legate alla dipendenza (Li et al, 2017).

Studi neuro-scientifici hanno dimostrato come la mindfulness produca cambiamenti a livello celebrale (neuroplasticità) che possono riparare o compensare alcuni dei danni provocati dalle dipendenze.

A livello neurobiologico, la ricaduta nelle dipendenze può essere provocata da deficit nel sistema del controllo esecutivo (prefrontale), nel circuito del piacere (ventrale-striatale) e nel circuito delle abitudini (dorsale-striatale). Alcuni studi hanno dimostrato (es. Witkiewitz, 2014) che il programma di prevenzione della ricaduta attraverso la mindfulness (MBRP) influenza i cambiamenti sia dei processi celebrali bottom-up (riducendo la reattività allo stress e al craving) che top-down (migliorando le funzioni cognitive ed esecutive e regolazione dell'attenzione ed emotiva).

Il Centro Post-cura San Nicola (centro Internazionale riabilitativo residenziale per le dipendenze patologiche) prevede l'utilizzo di un modello terapeutico breve ad alta intensità con l'integrazione di vari approcci (modello Minnesota dei 12 passi, prevenzione della ricaduta attraverso la mindfulness, biotransenergetica, EMDR, cognitivo-comportamentale, sistemico-familiare ecc).

Dal 2013 ad oggi il programma MBRP è stato adattato al contesto residenziale specifico applicandolo in gruppi aperti ed eterogenei per il tipo di dipendenza e comorbidità psicologico-psichiatriche associate.

Dall'osservazione clinica nei gruppi MBRP (condotti sia con pazienti italiani che di lingua inglese), dopo un'iniziale difficoltà ad "entrare nell'approccio della mindfulness", si è riscontrato quanto segue:

  • Un progressivo aumento della motivazione al trattamento e del livello di consapevolezza ed apertura;
  • Le persone riescono meglio a superare le difficoltà alla pratica della mindfulness, comprendendone meglio il senso e l'utilità e riconoscendone i benefici;
  • Un maggiore contatto con sensazioni corporee, emozioni e pensieri lasciati "fluire"; Un riconoscimento degli istigatori (trigger) e delle situazioni ad alto rischio che conducono al craving;
  • Una riduzione della reattività in automatico;
  • Una maggiore accettazione della dipendenza, di sé stessi e delle cose "così come sono";
  • Le persone imparano a prendersi più cura di sé stesse;
  • Si lascia andare il giudizio negativo verso sé stessi.

In conclusione, la mindfulness è fondamentale per il percorso di recupero dalla dipendenza perché, atraverso l'osservazione curiosa e non giudicante dell'esperienza, si impara ad entrare in contatto con sé stessi, nel presente, nel corpo e nella mente, nonché a fidarsi della "saggezza innata" che esiste dentro ogni persona. Questo porta a smascherare i meccanismi che auto-alimentano la dipendenza e a nutrire i bisogni nascosti dietro al desiderio della sostanza, imparando a fare scelte consapevoli che vanno nella direzione del prendersi cura di sé.

Dott.ssa Cecilia ClementiDott.ssa Cecilia Clementi
Psicologa, Psicoterapeuta ed Istruttore protocolli mindfulness based
www.centrosannicola.com